Un nuovo concetto di ristrutturazione

Il processo di assimilazione delle normative inerenti l'Ecobonus 2020 sta lentamente venendo a maturazione. Siamo in presenza di una svolta epocale o di una transizione che non determinerà una reale evoluzione del mercato edilizio?

Scritto il 13/10/2020

La ristrutturazione, soprattutto nella formula del "chiavi in mano", comporta l'utilizzo di una pluralità di competenze. Questo perché la varietà di operazioni comprese in tale formula è piuttosto ampia, si va infatti dalle dismissioni alle tinteggiature, dalla posa di rivestimenti alla realizzazione di impianti. Di conseguenza la direzione lavori ha l'arduo compito di coordinare operai, artigiani e tecnici (ad esempio ingegneri termo-idraulici). L'Ecobonus 2020 pone invece l'accento sulla figura del perito, il quale avrà l'incarico di fornire proiezioni, indicare i materiali da utilizzare, asseverare preventivi e certificare il raggiungimento degli obiettivi. Questo approccio determina inevitabilmente una subordinazione della ditta edile alle scelte e disposizioni di specialisti che in precedenza non sempre sarebbero stati coinvolti. D'altra parte il mondo dell'edilizia ha spesso risentito dello "spirito del tempo". In epoca di boom economico e di scarsa sensibilità ambientale abbiamo assistito ad una cementificazione massiccia, se non a un vero e proprio scempio del paesaggio naturale. Al contrario, nell'epoca presente si sta sviluppando una crescente critica verso l'operato dell'uomo, spingendo grossi investitori a finanziare progetti che hanno come focus uno sviluppo urbano eco compatibile. Certamente i notevoli progressi tecnologici nell'ambito dell'isolamento termico e del risparmio energetico in senso lato hanno incentivato il trend attuale, unitamente alla consapevolezza che non è auspicabile l'utilizzo a oltranza di fonti energetiche non rinnovabili. L'inserimento nel decreto del fotovoltaico e delle colonnine per la ricarica di auto elettriche si inserisce appieno nell'alveo delle politiche green dell'Unione Europea, e questo fa pensare che la svolta attuale non sia qualcosa di passeggero. Di conseguenza le ditte edili, se vorranno prosperare nel mercato che si sta delineando, dovranno necessariamente avere l'elasticità strutturale e imprenditoriale per adattarsi alla situazione contingente.

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